Fiaba “Non si fanno differenze” di S. Colombo

di Stefania Colombo

Essere gemelli non significa amare le stesse cose, ma spesso significa dormire nella stessa stanza.
Max e Ylenia sono gemelli.
Max ha 9 anni, 4 mesi, 6 minuti e 17 secondi.
Ylenia ha 9 anni, 4 mesi, 17 minuti e 2 secondi.
Max e Ylenia dormono nella stessa stanza, quella in fondo al corridoio, con una grande finestra.
Max e Ylenia non amano le stesse cose.
Ma spiegarlo a zia Giorgia e al signor Mario non è per niente facile.
Cosa si regala a due gemelli? Due regali uguali! Così non litigano. “Non si fanno differenze”.
Max e Ylenia non amano le stesse cose. Ma entrambi odiano sentirsi dire: “Non si fanno differenze!”
Nella camera di Max e Ylenia ci sono due paia di pattini in linea, due cappelli con le orecchie da Topolino, due pesci rossi, due quadri con incorniciati i loro primi disegni, due giacconi verdi, due magliette autografate da J Ax, due palloni autografati da Zanetti, due violini, due telescopi, due, due, due, due..
Due gemelli.
Max non sopporta quell’arrogante di Topolino. Yle detesta il colore verde e il violino. Max si dimentica sempre di dar da mangiare al suo pesce rosso. Yle si chiede spesso chi cavolo siano J Ax e Zanetti e Max si vergogna da morire del proprio orribile disegno, appeso alla parete a fianco a quello di Ylenia per “non fare differenze”.
Lo spazio è troppo piccolo per due persone e per tutti questi oggetti doppi.
Un grosso sacco e… op! Metà degli oggetti sparisce. I pesci però restano tutti e due. Per fortuna dei pesci!
Ora in camera c’è più spazio. Ma, come utilizzarlo?
Max non ha dubbi: sposterà i letti a destra e creerà un punto di osservazione per guardare le stelle col suo telescopio. E con lo spazio rimanente potrà provare i passi di hip hop: diventerà bravissimo.
Max ha pensato a tutto. Non ha dimenticato nulla.
Beh, quasi nulla.
Ha dimenticato Ylenia.
Essere gemelli spesso significa dormire nella stessa stanza, ma non significa amare le stesse cose.
Ylenia non ha nessuna intenzione di avere un osservatorio astronomico in camera.
E non vuole imparare l’hip hop.
Ylenia sa cosa vuole: vuole spostare i letti a sinistra, creare una scrivania dove disegnare e lasciare un po’ di spazio per appendere un piccolo canestro alla parete e allenarsi: da due mesi fa parte della squadra di basket della scuola.
Peccato che anche Ylenia abbia dimenticato qualcosa: Max.
Risultato: ci vorrebbe una camera grande il doppio per accontentarli!
Max sposta il letto a destra e Ylenia trascina la scrivania proprio nel punto che Max aveva scelto per la pista da hip hop.
Max si arrabbia e getta gli album da disegno di Ylenia contro la parete, rischiando di far cadere la boccia con i due poveri pesci, vittime innocenti e silenti di una battaglia all’ultimo respiro.
I giorni passano e la tensione cresce.
Max crea una linea divisoria per terra, utilizzando le magliette sudate usate per giocare a calcio. Ylenia – per tutta risposta – usa dei piccoli adesivi con la faccia della cantante “Violetta” per dividere a metà la scrivania, l’armadio e la scarpiera.
I pesci rossi fingono di ignorare le urla e sperano – invano – di venire adottati da zia Giorgia, che vive in una casa senza gemelli!
Dopo una settimana di urla e pianti, zia Giorgia arriva da loro e trova il finimondo.
I pesci vorrebbero spiegare, ma – forse per timidezza – restano muti come pesci.
Zia Giorgia però capisce tutto lo stesso.
Come prima cosa porta Max e Ylenia in gelateria e scopre che anche per il gelato hanno gusti diversi: Ylenia adora il gelato al limone e Max quello al cioccolato.
Poi si fa raccontare da entrambi cosa vorrebbero fare della camera.
Mentre i bambini raccontano, la zia estrae una penna dalla borsa e inizia a scarabocchiare sui tovagliolini di carta macchiati di cioccolato e limone.
Max e Yle raccontano e la zia disegna quel che loro raccontano.
Per disegnare tutto la zia è costretta ad ordinare altri due enormi gelatoni, in modo da avere altri tovagliolini di carta.
Alla fine, la zia prende i vari disegni e prova a sovrapporre gli spazi, per creare un disegno unico.
Inizialmente sembra ci siano troppe cose per star tutte su un tovagliolino.. ma guardando meglio… quello spazio disegnato per Max è quasi uguale e quell’area sporca di limone sul tovagliolino di Ylenia..con un po’ di pazienza..il disegno finale è fatto.
Digeriti i gelati e rientrati a casa, la zia Giorgia saluta i due gemelli dicendo loro che il giorno dopo avrebbero avuto una bella sorpresa.
I pesci lo sperano, perché, con tutti questi litigi, una sera su due Max e Ylenia si dimenticano di dar loro da mangiare.
Zia Giorgia è di parola e – mentre Max e Ylenia sono a scuola – chiede al signor Mario di aiutarla a spostare qui e lì qualche cosa nella camera dei gemelli.
Per tutto il giorno, la zia e il signor Mario martellano, incollano, misurano e, quando Max e Ylenia tornano da scuola…
SORPRESA!
La camera è tutta nuova. Ed è favolosa!
Con l’aiuto di un soppalco ora c’è una zona luminosa vicino alla finestra, perfetta sia per disegnare (come piace a Ylenia) che per guardare le stelle la sera (come piace a Max).
Tra i due letti ora c’è uno spazio abbastanza grande da permettere di perfezionare i passi di danza di Max o i palleggi di Ylenia. Eh già, perché attaccato alla porta c’è un piccolo canestro che si può ripiegare quando non si usa.
Stesso spazio di prima e doppio divertimento.
Dimenticavo… la boccia dei pesci è stata spostata in un angolo tranquillo – dove il pallone da basket di Ylenia non può arrivare – e contemporaneamente ben visibile, per non dimenticarsi di loro, soprattutto all’ora di cena.
Max e Ylenia ringraziano, ma zia Giorgia ci tiene a precisare che il merito è soprattutto loro.
Nostro? Esclamano i due gemelli, che per una volta sembrano essere d’accordo.
Zia Giorgia sorride, non spiega nulla e se ne va.
Max e Ylenia sono stupiti.
I pesci girano nella boccia e fanno finta di nulla. Loro hanno capito perfettamente cosa intendeva la zia: solo quando Max e Ylenia hanno spiegato le loro esigenze, hanno permesso alla zia di aiutarli. I pesci lo sanno bene, ahimè: loro non posso spiegare proprio un bel niente. Stavolta però è andata bene anche a loro. I due pesci ringraziano facendo le bolle e aspettano impazienti l’ora di cena.

 

 

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